L'esercito russo ha partecipato al fronte macedone (o fronte di Salonicco) durante la prima guerra mondiale con un corpo di spedizione inviato dall'Impero Russo per sostenere gli Alleati.
Il Contingente Russo: Nel 1916, la Russia inviò una forza di spedizione di circa 24.000 uomini in totale, organizzata principalmente nella 2ª e 4ª Brigata Speciale.
Operazioni sul Fronte Macedone: I soldati russi combatterono nell'Armata alleata d'Oriente sotto comando francese. Furono lodati per la loro resistenza fisica e il valore in battaglia durante la guerra di montagna. Arrivate a Salonicco nell'agosto 1916, le brigate russe furono subito inviate in prima linea, in particolare nella zona di Florina e lungo il fiume Cerna. Sotto il comando di Diterikhs, i soldati russi combatterono contro le forze bulgare e tedesche, contribuendo in modo significativo alla presa di Monastir (l'odierna Bitola) nel dicembre 1916 e ricordate per aver combattuto con tenacia nella zona dei laghi di Prespa e nel settore del fiume Cerna e di Quota 1050.
Durante l’offensiva alleata del 9 maggio 1917, le truppe russe furono impiegate a supporto delle brigate francesi negli attacchi frontali delle postazioni nemiche, in particolare la loro missione era di neutralizzare nidi di mitragliatrici bulgaro-tedesche situate nella parte orientale di cima 1050. Nonostante il comportamento esemplare delle fanterie alleate, l’esito dell’attacco fu disastroso: gli italiani perdettero circa 3.000 uomini, i francesi quasi 4.000, due battaglioni russi furono sterminati. Nessuna posizione nemica fu conquistata. Dal diario di un ufficiale bulgaro, l'attacco franco-russo del 9 maggio 1917 "nascosti dietro la nuvola di fumo in trincea, pronti ad attaccare, battaglioni franco-russi uscirono dalle prime trincee e scesero allo sciopero in 3 file consecutive. Nonostante il buio, le loro sagome sono state notate dagli artiglieri, quando arrivarono al centro dello spazio tra le diverse posizioni. I comandanti dell'artiglieria bulgara e dei contingenti "Ruse", Varna" e "Knyazhevo", dopo un briefing, lanciarono il segnale "Attacca Cesar" che scatenò una difesa di fuoco, che coprì l’intera zona da Heinzelmann a Mige e la cui profondità iniziava vicino al filo spinato fino alla 1° e 3° linea di trincee, con grande intensità di fronte al punto C3 e in parte di fronte al B3. Quello fu il momento in cui i proiettili da 120 mm a lungo raggio bulgari hanno iniziato ad esplodere. Un uragano di proiettili e shrapnels sostituirono la nuvola di fumo, quando lo spazio tra le due linee si trasformò in un’onda del colore grigio delle divise dei franco-russi che stavano attaccando. I proiettili, le pallottole degli shrapnel non lasciavano spazi liberi. Cadevano nelle linee nemiche ed i soldati non sapevano più dove andare a cercare la salvezza. La coraggiosa ondata nemica era vicino alle trincee ed una parte degli uomini era riuscita a entrare nella trincea C3. Altri erano davanti al filo spinato, mentre il resto era indietreggiato. In breve tempo le linee di attacco si trasformarono in una massa informe di spessore di persone davanti ai nostri punti C2, C3 e D1, che sotto la tempesta di fuoco infinita delle nostre 11 batterie stavano giocando la danza della morte. Una gran parte di loro morì davanti al filo spinato, il resto in preda al panico si ritirò verso le proprie linee, ma quando stavano arrivando in trincea, furono distrutti dal fuoco delle artiglierie che con il loro tiro fermarono anche le ondate successive".
Ruolo e Condizioni: Le truppe russe, sebbene inizialmente ben equipaggiate, soffrirono duramente per le condizioni ambientali, in particolare la malaria, che ne ridusse notevolmente l'effettivo (oltre 7.500 evacuati per malattia tra febbraio e marzo 1917).
Dopo la Rivoluzione: In seguito alla rivoluzione russa del 1917, la coesione del contingente vacillò, ma le brigate continuarono a operare fino a quando la situazione politica interna non ne compromise l'efficienza, portando al richiamo del generale Diterikhs e al disarmo di parte del contingente nel 1917-1918. Le brigate furono sciolte nel gennaio 1918 e i soldati rimpatriati o inviati in Nord Africa.
I comandanti
Maggior Generale Mikhail K. Diterikhs comandante della 2ª Brigata russa. Prima di assumere questo comando, era stato un importante ufficiale di stato maggiore sul fronte orientale, collaborando con il generale Brusilov.
Maggior Generale Maxime Leontiev comandante della 4ª Brigata russa.
Il contesto delle truppe russe in Macedonia è legato a ufficiali che, dopo la rivoluzione del 1917, cercarono di mantenere la disciplina contro i tentativi di ammutinamento, spesso in conflitto con i soldati che desideravano tornare a casa.